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giovedì 31 maggio 2012

scelte difficili

Ieri è stata una giornata difficile. Ho complicato la vita ad una persona a cui voglio bene, facendola soffrire. Penso di aver agito correttamente e nel suo interesse, eppure il senso di colpa non mi lascia tregua. A me spiace.
Lui: sposato con Lei (che sarebbe la persona a cui voglio bene). La situazione che ho denunciato ieri si protrae da tempo. All'inizio ho perfino pensato che fosse frutto della mia immaginazione e che stessi fraintendendo un rapporto di amicizia. Poi le frasi sono diventate esplicite e non fraintendibili. Ma era la mia parola contro la sua. Ma ieri mi ha mandato un'immagine che andava decisamente oltre il limite. Così ho avvisato Lei. Ho acceso la miccia, e la bomba è scoppiata. Hanno litigato. Lui si è arrabbiato con me, mi ha scritto che sono una cretina e che si trattava di uno scherzo. Dopo anni di allusioni, non mi mandi la foto del tuo pene per scherzo. Lo fai per provocarmi. E io voglio troppo bene a Lei per permettere che butti la sua vita con una persona del genere. Anche perché credo lo abbia fatto anche con un'altra persona. E' stata evasiva, quando ne abbiamo parlato, ma i suoi occhi mi dicevano che la risposta era "si, queste cose le dice anche a me".
Ecco, così ho fatto soffrire qualcuno che ha già sofferto troppo per una vita soltanto. Nel giro di poco ha perso entrambi i genitori, e a breve perderà il lavoro. Le ho scritto che le sono vicina, che le voglio bene e che può contare su di me. Ma ho scatenato io la "guerra", dubito che in questo momento mi voglia parlare.
E' terribile a volte dover fare qualcosa di brutto per il bene di una persona, perché solo nel lungo tempo questa persona capirà che era la cosa giusta... nel frattempo rischi di perderla.
Lei è stata molto razionale. Una parte di me si chiede se FORSE non sospettasse qualcosa.
L'importante è che sappia che io ci sono. Ed è stupido scriverlo su queste pagine, di cui lei ignora l'esistenza.

mercoledì 30 maggio 2012

Comunicazione di servizio

Stavo rispondendo ai commenti del mio post sul sisma perché è un argomento che mi sta molto a cuore, ma ho avuto una "questione familiare" che mi sta dando qualche grattacapo. Oggi non sono molto in vena...
Grazie mille di cuore alle persone che si stanno rendendo disponibili ad aiutarmi, non avete idea di quanto mi faccia sentire sicura e coccolata.
Grazie, davvero.
LaD

martedì 29 maggio 2012

I sismi in Italia...

Io non capisco.
L’Italia è un Paese sismico. Non per niente c’abbiamo le Alpi. Non so a voi, ma a me a scuola hanno insegnato che le montagne nascono quando due zolle terrestri si incontrano e una si “sovrappone” all’altra.
Eppure basta una scossa piccolina (perché ok che in Emilia Romagna si sarà sentita tantissimo, ma io in Lombardia me ne sono accorta solo perché oscillavano un pochetto i lampadari e le tapparelle... e il mio ufficio sta al 2° piano di un edificio storico (aka decrepito) per mandare nel panico la gente.
Ma cazzo. Ma voi l’avete visto il video di come i giapponesi hanno affrontato il loro catastrofico terremoto? Hanno seguito il protocollo. Chi era in ufficio si è messo sotto la scrivania, chi era per strada si è allontanato dai cornicioni che teoricamente avrebbero potuto cadere. Niente scene di panico. Ed era un sisma allucinante, di quelli che in Italia non arriveranno mai vista la posizione geografica.
Noi italiani non sappiamo come fare. Mese scorso mi è toccato assistere all’ennesimo corso sulla sicurezza sul lavoro. Mille cazzate (se siete stanchi fate stretching, fate palming [mettere le mani davanti agli occhi per riposarmi, come se dovesse dirmelo un ingegnere e non mi venisse automatico quando sono stanca!] cose del genere. Ad un certo punto è arrivato il momento delle domande, nessuno ne aveva tranne LaD. “Mi scusi, ma in caso di terremoto lei è in grado di dirmi quali sono i muri portanti per potermi riparare?”. Mi hanno riso in faccia. L’Ingegnere (sottolineiamo ingegnere specializzato in sicurezza del lavoro) non sapeva indicarmi i muri portanti. “Mettiti sotto la scrivania” mi ha detto. Peccato che avesse appena detto quanto sono pericolose le scrivanie nel nostro studio perché ci sono cavi sparsi ovunque (tipo che ti ci incastri le gambe). “La ringrazio” le ho risposto “Mi salverò dal terremoto ma morirò fulminata, considerato che a scuola mi era stato detto di fare attenzione ai cavi elettrici durante i terremoti (il motivo l’ho dimenticato, francamente)”.
L’Italia è un paese di vittime perché non è in grado di istruire la sua popolazione nemmeno sugli eventi frequenti che potrebbero ferirli. Quando settimana scorsa c’è stato il forte terremoto in Emilia una signora è morta perché, presa dal panico, è corsa in strada a rifugiarsi sotto il cornicione di un palazzo. Il cornicione si è staccato e l’ha uccisa.
Gente, ma come si fa a vivere senza informazioni basilari come queste?
Dopo questa polemica, che verrà sfottuta da gran parte della gente che le leggerà, me ne torno a lavorare.
Buona giornata.
LaD incazzata (per i fatti suoi)




Update: tutto il mio rispetto per il dolore di chi ha perso i suoi cari o si è trovato senza casa. La mia non è una critica verso il cittadino italiano ma contro l'organizzazione che non crede opportuno formare giustamente le persone per eventi che, purtroppo, possono capitare.
Un abbraccio di cuore a chi sta soffrendo. 

Pillole di D... #3


  1. Quando mi metto al telefono mi scappa la pipi. Soprattutto se sono al telefono con un call center e so che sarà una telefonata mooolto lunga.
  2. Quando mi agito mi scappa la pipi. Soprattutto ogni volta che CapoSupremo mi chiama nel suo ufficio.
  3. Dovrei probabilmente farmi mettere un catetere, risolverebbe i problemi di cui sopra.
  4. Non mangio formaggi: li odio profondamente. Odio il loro odore. E mia madre, come lavoro, taglia formaggi. Ne consegue che quando torna dal lavoro e sono a casa sua la obbligo a farsi una doccia e cambiare gli abiti prima di rivolgermi la parola. Fanno eccezione al mio odio per i formaggi: mozzarella, philadelphia, ricotta e mascarpone. Insomma, quelli inodori e spesso insapori.
  5. Mi piacciono frutta e verdura. Non mangio però i cachi e i mandarini (come frutta) e zucchine e rape (verdura).
  6. Inspiegabilmente amo le albicocche e detesto la marmellata e il succo di albicocche.
  7. Ho 4 tatuaggi: uno sul polso sinistro (fatto quando avevo 15 anni) uno sul fondo della schiena (fatto a 17 anni) uno sul collo (un pò basso, si vede poco quando sono vestita. Fatto a 28 anni) e uno sull’avambraccio destro (regalo per il mio trentesimo anniversario). Nessuno nei miei uomini ha mai apprezzato, io li adoro perché ognuno di loro ha un significato particolare. Non mi tatuo per moda. Odio la gente che si tatua per moda. I miei tatuaggi esprimono una parte di me. Non per niente quello sull’avambraccio destro è un incoraggiamento: “Memento Audere Semper”. Uno dei miei capi mi ha chiesto di tradurglielo perché, testuali parole, “non parlo lo spagnolo”. Vabbè.. Comunque a breve arriverà il numero cinque. I tatuaggi non si portano MAI in numero pari. Sapevatelo.
  8. Sono profondamente arrabbiata con i comici di Zelig (o Colorado, non so) che fanno gli emo. Il motivo è che io uso la parola “lovvo” da anni. “Ti lovvo” “Ciao lovvo” erano all’ordine del giorno. Poi sono arrivati ‘sti scemi e mi hanno ciulato la parola. La prossima volta registro il marchio, così ci guadagno pure.  Le poche volte che li ho visti alla TV però ho riso. Doppiamente bastardi.
  9. Ho subito solo due interventi nella mia vita: appendicite (quando avevo 19 anni) e settoturbinoplastica (lo scorso giugno). Per convincermi a fare il secondo l’otorino, che sapeva che sono una cacasotto (ho lavorato un anno come receptionist per la clinica nella quale sono stata operata), mi ha convinta che non mi avrebbero spaccato il naso ma avrebbero usato il laser. Io, che sono scema, ci sono cascata. Quando mi sono svegliata mi hanno raccontato come effettivamente si era svolto l’intervento mi veniva da piangere. Devo però ammettere che il post-operatorio è quasi indolore. Io ho dovuto prendere antidolorifici, ma più per il mal di testa che per il naso. Si respira perfettamente da subito. Non usano più i tamponi kilometrici che usavano un tempo, usano cotone idrofilo identico a quello che ti mette in bocca il dentista quando ti trapana un dente. Operata il giovedì, dimessa il sabato. Se avete setto deviato o turbinati gonfi (o entrambi, come me) vi consiglio al 200% l’intervento. Attenzione: io non ho corretto la microscopica gobbetta che ho sul naso. L’intervento estetico è un pò più doloroso. Però non come un tempo. Ricordo che mia madre l’aveva fatto negli anni ’80 e sembrava reduce da un incontro con Mike Tyson! Io zero lividi, zero gonfiore [tipo che ho trombato 96 ore dopo].
  10. Non mi sento dire “ti amo” dal 26 novembre 2001. Era lunedì. E’ passato decisamente troppo tempo.

domenica 27 maggio 2012

Ciao...

Avevo in mente un paio di post, anche divertenti. Ne avevo uno con LaD alle prese con un uomo (la saga continua).
Ma ho qualcosa che mi blocca. Sto male in questi giorni. La mascherà di ferlicità che sono solita indossare si è crepata. La voglia di lottare si è nascosta. Mi sono tornate alla mente alcune parole, dette tempo fa, che mi hanno dato una botta morale che proprio non serviva. Ho bisogno di qualche giorno per riprendermi. Le prossime 48 ore saranno un delirio, causa scadenza dei bilanci. Forse lavorare ininterrottamente, come fossi alla catena di montaggio, mi aiuterà a non pensare e ritornerà scema e spensierata. Non lo so.
Vi abbraccio tutti.

giovedì 24 maggio 2012

La D e gli uomini: atto #1

Ho deciso di condividere con voi alcune esileranti esperienze che ho avuto con il genere maschile negli ultimi anni... Rendersi ridicoli per rendersi ridicoli almeno qualcuno potrebbe finire per farsi una risata!

Cominciamo... LaD ha un ex compagno di liceo che gioca a footbal americano. Non a livello amatoriale, gioca per la squadra della mia città, che milita nella serie A del footbal americano. Il giorno esatto in cui "Lui" mi ha lasciata, questo amico [chiamiamolo boh... AmicoPalestrato] apprende da facebook che sono depressa perché sono stata mollata. Scatta la telefonata: mi invita a bere un aperitivo così parliamo un pò e ti sollevo il morale. LaD è un pò fessa, considerate che è stata 12 anni con lo stesso ragazzo e poi con "Lui", non ha mai pensa di essere lontanamente attraente, non è mai stata corteggiata, quindi accetta. Non si chiede nemmeno come cavolo si sia procurato il suo numero di cellulare, visto che l'aveva cambiato 6 mesi prima... ma capitela, era appena stata scaricata dall'amore della sua vita ed era un pò scema. Comunque LaD si presenta al locale, stranamente molto vicino alla di lei dimora, saluta AmicoPalestrato e si siede. Ha lo stomaco completamente vuoto, avendo passato la pausa pranzo al telefono con "Lui" che la stava scaricando. AmicoPalestrato ordina una bottiglia di bianco. Zero cibo. Pensandoci ora mi viene da credere che si fosse messo d'accordo con i camerieri del locale. Parlano, parlano, bevono, bevono. Verso le 10 AmicoPalestrato si offre di accompagnare a casa LaD... "Magari ci ordiniamo la pizza e guardiamo un film" propone. LaD, scema, accetta. Scendono dalla macchina davanti a casa della D e AmicoPalestrato estrae un'altra bottiglia di vino bianco fresco. Ma LaD è ancora [non si capisce bene come] ignara e lo fa entrare in casa. Il fato vuole che, almeno quello, in casa non ci sia il divano letto aperto ma chiuso. [Oggi LaD ringrazia il destino] Si siedono sul divano, ormai le pizzerie sono chiuse... "beviamoci sopra" scherza AmicoPalestrato mentre riempie il bicchiere della D. Non si capisce bene come si inizia a parlare del fatto che lui è laureato in scienze motorie e ha fatto un corso come massaggiatore [Bla..Bla...Bla... mica mi ricordo cosa mi ha detto]. "Dopo una giornata come questa devi essere tesissima" mi dice AmicoPalestrato "Ti faccio un bel massaggio... hai una crema?". LaD - un ebete - va in bagno e ne esce addirittura con dell'olio per massaggi che l'estetista le aveva regalato a Natale [misteri...], si straia a pancia in giù sul divano e si lascia massaggiare. AmicoPalestrato si rivela essere un ottimo massaggiatore e si sbatte per una buona mezz'ora. LaD si gode il massaggio, ubriaca come poche volte nella sua vita. Capitela, povera... era depressa, a stomaco vuoto, aveva scolato quasi due bottiglie di vino (in verità non ricordo di aver visto il suo bicchiere svuotarsi): insomma, vulnerabile al 200%. A questo punto AmicoPalestrato fa la sua mossa e infila mezzo metro di lingua in bocca alla D. Ora: immaginate un omone alto e grosso, 120kg di uomo, e LaD, con i suoi 55kg [stupida bilancia! voglio in secondo parere!!] totalmente impossibilitata a reagire. Panico totale. L'effetto dell'alcool scompare istantaneamente. LaD si alza e si allontana [per quanto si possa allontanare in un monolocale di 33mq]. AmicoPalestrato inizia uno sproloqio tipo: mi piacevi un sacco alle superiori, a scuola eri il sogno di tanti [ah si?], "Lui" non ti merita. Cose di questo calibro. LaD ha la nausea da sbronza, anche se capisce perfettamente cosa sta accadendo. Risponde che è troppo presto, è innamorata di "Lui" e non se la sente di rimettersi in gioco a nemmeno 24 ore dalla rottura.. insomma, lei spera ancora che "Lui" cambi idea! Ma è lusingata, davvero, e ci penserà seriamente. Accompagna al cancello AmicoPalestrato, che riesce ancora a infilarle mezzo metro di lingua in bocca, e scappa in casa. Chiusa a chiave. 
Nei giorni seguenti AmicoPalestrato ha provato a incontare ancora LaD, che ha sempre trovato una scusa garbata per rifiutare. LaD aveva finalmente aperto gli occhi: poteva piacere ad un uomo!
Ora AmicoPalestrato ha una fidanzata pallavolista ed è felice. Anche LaD lo è, perché tutto sommato AmicoPalestrato è un bravo ragazzo che ha preso al volo l'occasione. Non aveva nulla da perdere, ha giocato le sue carte.
LaD è ancora in attesa che "Lui" cambi idea e torni da lei come "fidanzato" e non come trombamico. Ha incontrato un solo ragazzo che potrebbe prendere il posto di "Lui", ma ovviamente è fidanzato. Molto fidanzato.
LaD aspetta. Non aspetta soltanto "Lui", aspetta di vedere cosa ha in serbo il futuro per lui. Nel frattempo rivive le esperienze di questi ultimi anni e sorride.

Oggi si sorride, domani chissà!

Non è che posso sempre raccontare cosa brutte, ogni tanto ho anche io delle giornate in cui sono [a volte inspiegabilmente] di buon umore.
Oggi è una di quelle giornate.

per Valaren: visto che leggi i miei post solo per Morgana... passa pure alle ultime 3 righe =P

Mi sono svegliata e ho messo per sbaglio un paio di jeans che tenevo nell'armadio in memoria di quando ero gggiovane e magrissima... erano almeno 4 anni che non mi entravano, e stamattina mi calzavano a pennello. Alla faccia della bilancia che si ostina a comunicarmi aumenti di peso.
Sono partita con il mio scooter verso l'ufficio e ad un incrocio ho visto una mamma che attraversava con il suo bimbo. Una donna come tante ce ne sono, mussulmana, con il velo. Ma aveva adornato il velo con un fiocco colorato, come a voler dimostrare di essere orgogliosamente mussulmana senza dover rinunciare alla sua femminilità. L'ho trovata una cosa bellissima, una spinta all'integrazione. E, nonostante fosse chiaramente straniera, parlava in italiano al suo bimbo. Anche questa la trovo una cosa bellissima: aiutare il tuo bambino ad integrarsi al 100% al luogo in cui vive. Ne ho visti tanti di figli di stranieri che si emarginavano perché non conoscevano bene la nostra lingua! Allo stesso tempo spero che in famiglia gli facciano anche imparare la sua lingua madre, perché a prescindere da tutto non bisogna rinnegare le proprie origini.
Arrivata in ufficio ho sistemato una pratica che mi preoccupava sin da ieri sera. Una semplice nomina del Sindaco Unico... che però è una normativa talmente nuova (gennaio 2012) che ancora non si è ben capito come affrontarla. Io avevo inteso la norma in un modo, la dottoressa che aveva in mano la pratica in un altro. Ho chiesto consiglio ad un Notaio e ho chiamato la dottoressa. Alla fine avevo ragione io... ma questo ha poca importanza. La cosa bella è stata la naturalezza con la quale la dottoressa si è messa in discussione accettando la mia "intrusione", di come abbia apprezzato la mia preoccupazione nel depositare una pratica senza che mi convincesse al 100%. Ecco: il lavoro dovrebbe essere così. Interazione tra esseri umani per raggiungere uno scopo comune. La maggior parte dei dottori dello studio si sarebbe arrabbiato perché un'umile segretaria si era permessa di mettere in discussione una loro pratica. Lei mi ha ascoltata, ha letto quello che le ho inviato ed ha parlato con me. Lei, a mio parere, è una vera professionista. E non è una ragazzina, quindi sono abbastanza sicura che in futuro sarà una di quelle che non si sono montate la testa, ma fanno il loro lavoro con passione.
Infine ho pranzato con uno dei miei più recenti lettori, nonché amico da ormai 6 anni. Ottimo pranzo, ottima compagnia, un pò di vino bianco... che si può volere de più? Ciao A, spero di risentirti presto! E smettila di studiare, rilassati un pò!

Buona giornata a tutti, io torno a depositare bilanci... sperando di mantenere il buonumore fino a stasera! Anche se più tardi dovrò portare Morgana dal veterinario a togliere i punti e non sono per nulla felice di procurare stress alla mia cucciolina!